08/07/2025
Il Consiglio regionale della Puglia ha approvato all’unanimità una nuova legge che disciplina gli interventi di ristrutturazione edilizia, superando definitivamente la normativa precedente contenuta nella legge regionale 14/2009 (nota come Piano Casa) e nella legge 20/2022.
La nuova disciplina punta a valorizzare il patrimonio edilizio esistente, promuovendo interventi che favoriscano l’edilizia residenziale sociale, la riduzione del consumo di suolo e il contenimento del degrado urbano. Gli incentivi previsti riguardano ampliamenti e demolizioni con ricostruzione, secondo criteri di sostenibilità ambientale e urbanistica.
Sono previsti incrementi volumetrici così articolati:
- 20%, fino a un massimo di 300 metri cubi, per l’ampliamento di edifici esistenti
- 20%, fino a un massimo di 200 metri cubi, per l’ampliamento di edifici residenziali senza cambio di destinazione d’uso
- 35%, per demolizione e ricostruzione di edifici in zone omogenee B e C
- 35%, fino a un massimo di 200 metri cubi, per demolizione e ricostruzione in zone E (contesti rurali), senza modifica della destinazione
- 35% per delocalizzazione di volumetrie all’interno delle zone B e C
L’accesso agli incentivi volumetrici sarà subordinato all’approvazione, da parte del Comune competente, di una delibera di Consiglio che individui gli ambiti in cui applicare tali agevolazioni.
Gli edifici ricostruiti dovranno rispettare criteri di sostenibilità ambientale, raggiungendo almeno il punteggio 3 secondo la valutazione prevista dalla legge regionale 13/2008 sull’abitare sostenibile. Inoltre, una quota non inferiore al 10% delle volumetrie nei nuovi interventi dovrà essere destinata a edilizia residenziale sociale.
Sono escluse dall’applicazione della legge:
-le costruzioni realizzate abusivamente, salvo sanatoria preventiva
-gli immobili vincolati per valore storico, culturale o architettonico
-le aree soggette a vincoli paesaggistici o a rischio idraulico elevato
-le aree oggetto di variante urbanistica speciale
Un emendamento approvato stabilisce infine che i Comuni dovranno destinare almeno il 15% dei proventi derivanti da oneri di urbanizzazione o sanzioni edilizie alla rimozione delle barriere architettoniche, attraverso la creazione di un apposito capitolo di bilancio.